Test infernale nella stanza delle torture

Fine novembre e fine della pacchia... Dopo un paio di settimane di stacco in cui abbiamo dato riposo al fisico e alla mente, si ricomincia a far sul serio. È ora di test!

Sono state tre settimane veramente strane per chi è abituato ad allenarsi con costanza e metodo durante la stagione: nessuna tabella da seguire, nessun dato da analizzare, nessuna sveglia da impostare nei week end per gli allenamenti lunghi, di resistenza. Ma soprattutto nessuna restrizione a tavola.

Ma inesorabilmente il tempo passa e si avvicina il giorno fatidico: bisogna fare un test per impostare la stagione che si appresta a partire tra 4 mesi (sappiamo tutti che l'inverno è lungo, ma basta girarsi due volte e marzo è già qui!).

Ciclismo nella pain caveTutto è pronto nella stanza delle torture.

Personalmente già so che la stagione sarà un po diversa dalle solite, essendomi dedicato ad un altro sport durante la stagione invernale e che quindi la mia preparazione sarà ridotta e diversificata da un ciclista “normale”, dedicando solo 3 giorni a settimana alla bici. Questo significa che gli allenamenti dovranno essere ancora più precisi e strutturati, per ottimizzare il tempo. Alla fine non andiamo mica in bici per divertirci!?

Il giorno del test è arrivato: si inizia di prima mattina con la pesata... Panico... Quanti kilogrammi avrò preso in queste settimane? Il responso non è drammatico. Soli 2 kg in più, che spalmati sui miei 190 cm quasi neanche si notano. Fiuuuu, sospiro di sollievo.

Durante tutta la giornata lavorativa il pensiero fisso però sarà sul rullo e i watt che riuscirò a vomitargli addosso.

L'equipaggiamento nella stanza delle tortureTutto il focus sarà sul rullo e la produzione dei watt.

L'ora X sono le 18: la pain cave è pronta da giorni, la mia testa è in pieno focus sullo sforzo da esprimere. Quest'anno anche i test di valutazione saranno diversi dal solito. Nelle stagioni precedenti eseguivo sempre dei test outdoor sia in mtb che in bici da corsa, sulla stessa salita asfaltata, seguendo il protocollo di Carmichael e calcolando la Potenza Critica. Quest'anno cambio metodologia e scelgo il protocollo incrementale di Mader con step da 4 minuti. Non so esattamente cosa aspettarmi dato che non ho mai fatto un test simile.

Butto giù un Nrgy Unit Gel con caffeina e iniziamo: primi 15 minuti veramente leggeri a circa 100 w. Faccio quasi fatica a scaldarmi visto che pedalo in taverna, con circa 14 gradi centigradi. Il cuore è tranquillo e io chiacchiero via chat con gli amici. Non so ancora cosa mi aspetta...

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Quando comincio quasi ad annoiarmi, ecco che bisogna iniziare a salire di giri. Il primo step è ancora molto semplice, stando in Z1 a 180 w. I ventilatori sono ancora spenti, ma la temperatura nella taverna da 15 mq sale già di un grado.

Secondo step a 210 w. Entro nella Z2 – endurance. Durante la stagione agonistica ho allenato molto questa zona e quindi continuo a non sentir nessuna fatica. Fischietto.

Terzo giro: 240 w. Fino ad ora il test mi risulta veramente semplice. Ero abituato a test in cui bisognava spingere a tutta per 5 minuti e poco dopo tentare il record personale di wattaggio espresso nei 15 minuti. Quello era un test veramente impattante.

Dal quarto al sesto scalino si inizia a ragionare: 270 / 300 / 330 w e inizio ad accendere i ventilatori. La maglietta è ormai ben che bagnata e sento la necessità di bere. Il cuore sale regolarmente, siamo al ritmo medio ma le gambe girano ancora dai 85 ai 90 rpm. Inizio ad essere fiducioso.

360 w e siamo in Z4, la mia preferita. Apro la zip della maglietta perchè fa decisamente caldo. Il termometro segna 16 gradi. Sono ormai una stufa mobile.

Dai 390 in su inizia la sofferenza. Devo veramente impegnarmi per mantenere la pedalata sìrotonda e non far cadere il wattaggio, ma porto comunque a termine lo step, salendo a 420. Il cuore ormai è al galoppo, le gambe iniziano a bruciare, i ventilatori sono a pieno regime. La bocca è secca e l'Nrgy Unit Drink in borraccia può solo leggermente placare questa sensazione fastidiosa tipica delle pedalate indoor. Ma tengo duro. Sono testardo e voglio spingermi al limite.

Concentrazione durante il ciclismo nella pain caveLa cosa è diventata seria.

Salgo ancora a 440 w. Resisto alla tentazione di alzarmi sui pedali e continuo a spingere da seduto. La mente è offuscata e non saprei fare 3+2 in questo momento. Gli occhi cadono sul computer che regola l'intensità della resistenza del rullo e registra i dati e vedo un 192 bpm. O almeno così mi sembra. Do ancora un paio di pedalate ma le gambe cominciano ad abbandonarmi. La cadenza scende e il wattaggio inizia a calare... STOP. Sofferenza finita.

Azzero la resistenza e lascio che le gambe girino un po a vuoto. Immediatamente mi sento meglio e la frequenza cardiaca e respiratoria iniziano a scendere. In un minuto mi sento già rigenerato, ma non smetto di pedalare. Cerco di recuperare al meglio facendo un bel defaticamento di 10 / 15 minuti.

Non ho ancora analizzato i dati ma ho la sensazione di aver spinto veramente al limite, superando la comfort zone e rendendo così il test efficace e i dati da esso rilevato utili per settare lo starting point della stagione. Tutto sommato sono contento e quasi stupito di aver raggiunto i 440 w, pur non riuscendo a concludere lo step da 4 minuti.

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Ripeterò questo test a cadenza trimestrale in maniera da monitorare i miglioramenti dati dalla tabella di allenamenti che seguirò. La mia sensazione è che questo test sia più semplice del protocollo per la Critical Power, più facilmente eseguibile e tutto sommato meno impattante. Per il test su strada completo impiegavo infatti poco meno di due ore, mentre con questo protocollo mi basta un'ora, oltre ad essere indipendente dalle condizioni atmosferiche e quindi sempre replicabile. Per quanto riguarda lo stress metabolico, il test outdoor comportava un punteggio di circa 100/110 TSS, mentre per quello indoor ne bastando poco più di 60.

È quindi anche per praticità che continuerò a utilizzare questa metodica valutativa per la stagione 2022.

Ciclismo pain cave graficoOra è il tempo di analizzare i risultati.

Adesso bisogna analizzare i dati al pc, disegnare le zone di allenamento e impostare una bozza di calendario gare, in base alle quali strutturare la tabella. Le giornate piovose che ci attendono saranno dedicate a queste attività noiose ma allo stesso tempo stimolanti. In fin dei conti fanno già parte dell'allenamento e della stagione di gare!

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