Dolomiti superbike weekend

Info 4Endurance / Tempo di lettura: 7 min
Dolomiti superbike weekend

Luglio è da sempre per me il periodo degli esami... Non parlo di esami da studente, ma di quel periodo in generale in cui raccogli i frutti del lavoro svolto in inverno e primavera. Luglio è tempo di Dolomiti Superbike, la gara alla quale ho partecipato più volte (dopo la classicissima di casa Lanaro Granfondo di gennaio). Il mio rapporto con questa marathon da oltre 100km e oltre 3000m di dislivello in mtb nasce nel 2012, quando ancora pischello decido di avventurarmi in sella alla mia mtb in alluminio e ruote da 26” sull'affascinante percorso ad anello attorno a Dobbiaco, nelle mitiche Dolomiti. In quell'epoca, agli albori della mia esperienza ciclistica chiudere la gara in oltre 7h era già un ottimo risultato. Ma il fascino di quelle salite, l'Elmo, la Croda Rossa e Prato Piazza mi hanno stregato e mi ero detto che prima o poi quella gara la vorrei vincere.

Dolomiti superbike

Le partecipazioni negli anni si susseguivano e i risultati miglioravano fino a un onorevole 5h18min di qualche anno fa (percorso ridotto a 109km invece dei 123 attuali) che comunque non mi ha regalato la gioia della vittoria. Le tattiche di gestione in gara e i percorsi di avvicinamento sono stati molto diversi negli anni, dai più grezzi a quelli più raffinati contando anche il singolo watt, ma comunque il miglior risultato è stato il terzo posto del 2021. Finora...


La Dolomiti Superbike è la prima gara a cui mi iscrivo di solito, ancora a novembre dell'anno precedente. E in base alla data di gara programmo il resto della stagione in modo da arrivarci nelle migliori condizioni possibili. Anche questa volta non è stato differente.
Il percorso di avvicinamento ha previsto diverse gare di adattamento e un programma di allenamento strutturato man mano più simile agli sforzi che dovrò gestire in gara. Tutto è filato liscio da gennaio a inizio luglio.

Siamo all'ultima settimana prima della partenza e reduce da un bel risultato alla marathon Collio e Brda a Cormons (Gorizia) inizio a prepararmi psicologicamente alla mia gara preferita. Dopo il gran caldo dell'ultimo periodo, c'è un po di instabilità meteorologica, soprattutto in quota, quindi metto in borsa attrezzatura per ogni evenienza, dal sole cocente, fino alla neve. La strategia alimentare pregara e in gara è stata studiata nei minimi termini. Nei giorni antecedenti al fatidico 9 luglio l'alimentazione sarà prevalentemente glucidica, riducendo soprattutto l'apporto di fibre per evitare spiacevoli episodi di disordini intestinali in quota dopo tante ore in sella. Particolare cura è stata data all'idratazione, fin dalle 24 ore prima della partenza.


Analizzando i dati di gara del 2021 e precedenti, ho notato che mi sono sempre spento sull'ultima salita di 8 km per 700m di dislivello riuscendo a malapena a sviluppare 300w. Segno che probabilmente non mi ero alimentato abbastanza prima e ero già a corto di energie. Quest anno non doveva succedere... Su un dispendio stimato di 5000kcal, ho messo in tasca circa 1800kcal tra barrette e gel, oltre a una borraccia di NRGY unit drink90 in gara e una prima della partenza. Praticamente le calorie di un pranzo di Natale... La mia partecipazione a queste gare è sempre senza supporto, così devo arrangiarmi riempendo le tasche e facendo rifornimento di liquidi direttamente in gara ai ristori.

Dolomiti superbike weekend

Ma veniamo al giorno X: si parte alle 7.30 la mattina e a Villabassa segna circa 7 gradi... Un po diverso dalle ultime condizioni di allenamento a Trieste, con 35 gradi... Azzardo comunque un abbigliamento estivo e mi cospargo almeno le gambe di abbondante crema riscaldante pregara. Sarà la scelta azzeccata!
Mi fiondo in griglia di partenza appena apre, alle 6.40, ma mi trovo già in terza fila. Evidentemente qualcuno ha dormito in tenda in griglia. Non mi spiego in altro modo la mia posizione già defilata. Fortunatamente riesco a trovare un posticino al sole, in modo da non soffrire troppo le rigide temperature montane.

alle 7.30 iniziano i primi start delle categorie agonistiche / elite e under23. Poco dopo parte la nostra truppa e si va subito in salita verso Valle San Silvestro. Imposto il mio ritmo e la concludo con buoni 360w medi, senza strafare e forzandomi già a mangiare le prime barrette. La strategia prefissata è quella di buttare giù un NRGY unit gel a metà di ogni salita e mangiare una 4ENERGY bar durante ogni discesa (le discese di questa gara non sono particolarmente tecniche o difficili e permettono di riposare abbastanza).

La prima salita se ne va liscia. L'aria è frizzante e mi sento bene. Il ciclocomputer mi conforta con dati che mi ero prefissato di vedere. La seconda salita inizia a circa 50km dalla partenza e si tratta della famigerata Croda Rossa. Una rampa costante che risale la pista da sci alpino fino a 1900m di quota; le pendenze sono costantemente in doppia cifra e spesso mi ritrovo a spingere sul manettino del cambio sperando di trovare un ulteriore rapporto ancora più agile... La accuso un po e evito di forzare il ritmo. Allo scollinamento finalmente ristoro sul passo Monte Croce Comelico dove riempio la borraccia e mi dirigo verso le pendici del monte Elmo. Una volta scollinato anchesso, inizia una folle discesa velocissima verso San Candido. Le velocità sono costantemente attorno i 50km/h. Resto concentrato e vedo i km sul display passare a ritmo vertiginoso.


Arrivati a fondovalle so che il più è fatto. Mi preparo allo strappo del Baranci che non mi preoccupa più di tanto. Sono pochi km, seppur ripidi. L'incrocio con gli atleti che hanno intrapreso il percorso breve da 60 o 85km mi fa trovare un po di traffico, ma riesco a spingere con profitto fino allo scollinamento dove ritrovo un ristoro (affollatissimo stavolta) e devo sgomitare per raggiungere un bicchiere di cola e una borraccia piena.

Da qui in poi inizia la mia vera gara, dove puoi guadagnare minuti o perdere quarti d'ora senza neanche accorgertene. Siamo arrivati infatti a Dobbiaco e abbiamo sul programma 25km di pista ciclabile che ci porta a Carbonin, alle pendici dell'ultima salita a Prato Piazza. Pendenza minima ma costante del 3%: è fondamentale trovare un compagno di avventure in modo da pedalare dandosi cambi regolari e tenere alta la velocità. La fortuna gira dalla mia parte e trovo un atleta elite staccatosi dal gruppo dei migliori per un guasto. Iniziamo la ciclabile di gran ritmo, ben oltre i 30km/h. purtroppo dopo pochi km vedo che i suoi cambi sono sempre più brevi e lenti. Allora decido di salutarlo. Meglio soli che mal accompagnati, penso, e imposto la velocità di crociera a 320w circa. Devo pur sempre tenere qualcosa in serbatoio per l'ultima ascesa. Passo decine e decine di ciclisti, riafferro e supero ciclisti del percorso lungo che mi avevano staccato sulla Croda Rossa. Mangio e bevo. Il morale è alle stelle e sono leggermente in anticipo sulla tabella di marcia che mi ero prefissato.

Arriviamo al dunque: Prato Piazza. Di suo una salita non eccessiva, ma affrontarla dopo 95km e 2800m di dislivello nelle gambe diventa molto più ostico. La pendenza è regolare, il fondo un po rovinato ma riesco a farla completamente in sella. Nelle scorse edizioni ho sempre visto i sorci verdi su questa salita, probabilmente per errate strategie di alimentazioni nelle ore precedenti. Stavolta sento le gambe stanche ma non ho crampi e vedo i watt belli pimpanti sui numeri che mi ero impostato. Pedalo fino al GPM a 325w medi, quando nelle scorse edizioni sfioravo i 300w a malapena (sono un po più pesante questanno, a onor del vero...). I panorami ripagano dello sfrozo.

Dolomiti superbike weekend ciclismo

Ormai è fatta. Vuoto gli ultimi sorsi dalla borraccia e mi involo in discesa. Benedico il momento in cui ho acquistato una mtb full suspended perche la discesa pur essendo facile, è molto veloce e scassata. Immagino la goduria di chi ha deciso di affrontare questa gara in gravel bike...

Ultimi metri, controllo il cronometro e taglio il traguardo con 5h28min. In pratica lo stesso tempo registrato la stagione scorsa. Preciso al minuto... Nel primo istante sono deluso... Non mi capacito come sia possibile che abbia fatto gran parte dei segmenti con tempi migliori e wattaggi maggiori delle edizioni passate e di non aver migliorato il crono finale. D'altro canto però sono contento perchè tutto è filato liscio e mi sono proprio goduto la gara, senza crampi, crisi e visioni allucinanti come mi accadeva solitamente.

Mi metto il cuore in pace e mi godo il momento del ristoro finale, ammirando tutti gli altri atleti che stanno man mano arrivando sotto lo striscione di arrivo, chi tranquillo (perchè probabilmente sul percorso corto-turistico da 60km e 1300m di salita), chi sfigurato dalla fatica...

Una volta ripreso conoscenza e sistemato la bici, ecco che arriva la notizia. Le buone sensazioni erano giustificate. Il percorso funestato dal vento era nettamente più lento delle edizioni passate e lo stesso vincitore 2021 e 2022, il colombiano Hector Leonardo Paez Leon ci ha messo questanno 3 minuti in più. Controllo anche la mia classifica Master Overall e Master 2 e finalmente realizzo che il mio piccolo sogno si è avverato. Concludo la mia fatica in 5a posizione master su 595 partenti e vincendo la categoria Master2.


Adoro i piani ben riusciti...

Mi ero ripromesso di non partecipare più a questa gara qualora riuscissi a vincerla, per dar spazio a altre manifestazioni e fare altre esperienze... Oggi, mentre scrivo, a distanza di una settimana già non vedo l'ora che aprano le iscrizioni per mettere nuovamente il mio nome nella lista partenti...