Evoluzione del tempo medio sulle gare ciclistiche

Luka Stular / 6 Min Read / lug 15, 2022
Andiamo sempre più veloci, ma dov'è il limite e cosa dobbiamo fare per raggiungerlo?
Evoluzione del tempo medio sulle gare ciclistiche

Le gare ciclistiche hanno una storica ricca. Le prime gare si svolsero già alla fine del XIX secolo e rimangono una parte importantissima del mondo ciclistico ancora oggi. Ogni evento che dura per così a lungo si evolve molto col passare del tempo, e le gare ciclistiche non sono un'eccezione.

Uno dei cambiamenti più grandi nel mondo del ciclismo sono indubbiamente gli avanzamenti tecnologici. Le bici sono diventate più resistenti, veloci e aerodinamiche, il che ha influito molto sulla velocità media nelle gare.

Analizziamo l'evoluzione della velocità sull'esempio delle otto gare più grandi. Sono incluse tutte le tre gare di tre settimane (Giro di Francia, Giro d'Italia e Giro di Spagna) e tutte le cinque gare monumento (Milano-San Remo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liege-Bastogne-Liege e Il Lombardia).

Ciclisti autosufficienti, tappe di 400 chilometri e superamento del limite magico

All'inizio le gare ciclistiche erano parecchio differenti delle gare che vediamo oggi. Di ciclisti sulle strade ce ne erano meno e ognuno correva solo per se stesso. Le squadre non esistevano in quei tempi e i ciclisti non potevano neppure sognare che qualcuno gli offrisse assistenza.

I problemi dovevano risolverli da soli e dato che le prime tappe in gare di tre settimane erano più lunghe di 400 chilometri, possiamo immaginare che di tali problemi ce ne erano tanti.

La combinazione della lunghezza delle tappe, assenza di aiuto ed equipaggiamento molto meno efficiente si rifletteva anche nel tempo medio dei ciclisti. Nei primi anni nelle gare di tre settimane la velocità media era tra 25 e 29 km/h e dovevamo attendere a lungo affinché il primo ciclista superasse il limite magico di 30 km/h.

Evoluzione del tempo medio sul Grand Tour

Evoluzione della velocità media nelle gare di tre settimane dal 1903 al 2021. 

Il primo ciclista che ci era riuscito era Antonio Pesenti sul Giro d'Italia nel 1932. Nella ventesima edizione di questa gara prestigiosa ha vinto il primo posto con ben 11 minuti di vantaggio, superando il limite di 30 km/h. La sua velocità media nella gara lunga ben 3200 chilometri era 30,59 km/h.

Due anni più tardi questo limite magico era superato anche nel Giro di Francia. Quell'anno, la gara ciclistica più grande del mondo ha celebrato la sua 28. edizione, composta da ben 23 tappe, cioè due più di oggi. Il vincitore era il francese Antonin Magne, che ha corso per 147 ore con una velocità media di 30,36 km/h.

Già nella seconda edizione del Giro di Francia, i ciclisti cercavano vari modi, spesso illeciti, per raggiungere la linea di arrivo. Ben 29 concorrenti, tra di loro anche i primi quattro classificati, hanno preso il treno per tagliare il percorso. Cinque mesi dopo la gara sono stati disqualificati, i loro successi annullati e non gli era più permesso competere nelle gare.

L'ultima delle tre gare a tappe a superare il limite magico era il Giro di Spagna. In sua difesa, il Giro di Spagna era la più giovane delle tre e all'inizio aveva parecchi problemi, prima di diventare una parte fissa delle competizioni ciclistiche dopo la seconda guerra mondiale.

Il limite di 30 km/h era superato già nella decima edizione, ma questa si è svolta nel 1955. Il limite era quindi superato più di 20 anni più tardi che nelle altre due gare, anche grazie alla tecnologia che aveva fatto un passo avanti, permettendo di ottenere velocità più alte. 

Nonostante ciò, non priveremo Jean Dotto del titolo di primo ciclista che ha superato il limite di 30 km/h. Se siamo esatti, la velocità media di questo ciclista francese era ben 34,27 km/h.

Più di mezzo secolo per superare il prossimo limite

Quando il limite di 30 km/h è stato superato, alcuni ciclisti già contemplavano come raggiungere il prossimo limite. Passare il limite di 40 km/h era un'idea allettante, ma in realtà, con l'equipaggiamento e il modo di correre di quei tempi, completamente irraggiungibile.

Abbiamo atteso per più di mezzo secolo affinché i ciclisti cominciassero ad avvicinarsi al limite di 40 km/h e infine superarlo.

Quest'impresa era in gran parte dovuta al miglioramento della tecnologia e dei metodi di preparazione per le gare. I ciclisti hanno cominciato ad allenarsi in modo più strutturato e sempre più è diventata importante un'alimentazione sportiva corretta. L'alcol, usato ampiamente in passato, è stato sostituito da bevande energetiche. 

Il primo dei tre Grand Tour a superare il limite di 40 km/h era il Giro di Spagna. L'impresa è riuscita nel 1997 allo svizzero Alex Zülle, che ha completato le ventidue tappe con una velocità media di 41,72 km/h.

Due anni dopo il limite magico era superato nel Giro di Francia. Era il 1999 quando Lance Armstrong ha completato il percorso con una velocità media di 40,27 km/h. Per ragioni ben note, la vittoria gli era stata revocata, perciò ufficialmente a superare il limite di 40 km/h è il secondo classificato Alex Zülle.

Sorprendentemente, ci è voluto molto tempo per superare questo limite nel Giro d'Italia. Infatti era già il 2014 quando a vincere era Vincenzo Nibali con una velocità media di 40,11 km/h.

Un altro fatto interessante, nel Giro d'Italia la velocità media sopra i 40 km/h era superata solamente quattro volte, l'ultima volta nel 2021 da Egan Bernal.

I limiti erano superati più presto durante le gare classiche

Non ci sorprende che le velocità medie nelle classiche erano molto più alte che nelle corse a tappe. È molto più facile, infatti, preservare un'alta velocità per un giorno solo e allo stesso tempo il terreno delle classiche è più pianeggiante di alcune tappe sui Grand Tour.

Così era già nel passato e per questo motivo le velocità medie sulle classiche hanno superato più velocemente i due limiti magici.

Evoluzione del tempo medio sulle gare classiche
Evoluzione del tempo medio nelle corse classiche dal 1903 al 2021. 

La prima classica a superare il limite era Parigi-Roubaix, nella quale già il vincitore della prima edizione nel 1896 ha ottenuto una velocità media di 30,16 km/h.

Nelle seguenti stagioni la velocità media era sempre più alta e nel 1943 ha già superato il secondo limite. Nella prima edizione dopo la pausa dovuta alla guerra il vincitore della Parigi-Roubaix, Marcel Kint, ha completato i 250 chilometri con una velocità media di 41,49 km/h.

Anche le altre corse classiche non hanno tardato molto nel superare i limiti magici. Milano-San Remo, Il Lombardia e Liege-Bastogne-Liege hanno superato il limite di 30 km/h già prima della prima guerra mondiale, solo il Giro delle Fiandre ci è riuscito dopo la guerra.

I ciclisti amatoriali raggiungono una velocità media di 30 km/h.

Non molto dopo la seconda guerra mondiale la velocità media ha superato anche i 40 km/h. Come detto, a riuscirci per primi erano i ciclisti nella Parigi-Roubaix, che hanno superato questo limite già durante la guerra.

Dieci anni dopo, l'impresa è riuscita alla classica Milano-San Remo, e le altre sono seguite presto. L'ultima a superare il limite era la Liege-Bastogne-Liege, nella quale infine ci è riuscito Frans Melckenbeeck nel 1963.

Per il prossimo limite ci serve ancora molto tempo

Da quando abbiamo superato i 40 km/h, stiamo osservano il prossimo limite – 50 km/h. Ma per questo ci serve ancora molto tempo.

Oggigiorno nelle corse a tappe i ciclisti regolarmente raggiungono velocità medie di 40 km/h e nelle classiche anche qualche chilometro orario in più. Ma comunque il prossimo limite di 50 km/h pare lontano.

Per raggiungere questo limite servirà un certo avanzamento tecnologico e sviluppo della nutrizione sportiva.

Le biciclette diventano sempre più veloci e leggere, ma questo basta solamente per fare la differenza di un paio di secondi per gara, e non un paio di minuti, il che avrebbe un effetto molto più notevole sulla velocità media. 

Ci aspettiamo che il limite sarà superato per la prima volta nella classica Milano-San Remo, nota come la corsa più veloce delle otto incluse nell'analisi. Questo è confermato anche dai risultati delle ultime due edizioni, nelle quali la velocità media ha già superato i 45 km/h.

Il primo passo nella direzione giusta sarrebe rimuovere il peso minimo della bici da corsa professionale (6,8 kg) dalla parte dell'Unione Ciclistica Internazionale. La tecnologia è già da molto tempo capace di creare biciclette più leggere senza sacrificare la sicurezza dei ciclisti. Con tali biciclette sarebbe possibile ottenere velocità più grandi, specialmente in salita, il che avrebbe un effetto drastico sulla velocità media nella gara. 

Ma la tecnologia rappresenta solo un aspetto. Neanche la bici migliore del mondo non serve se il ciclista non è capace di sostenere un alto livello di prestazione.

Negli ultimi anni osserviamo cambiamenti notevoli in questo riguardo. Le squadre prestano sempre più attenzione alle ricerche e test nell'ambito della nutrizione sportiva, che svolge un ruolo fondamentale nella preparazione dell'atleta.

Nei prossimi anni ci aspettiamo ulteriori avanzamenti, poiché ogni minimo vantaggio diventa importantissimo.

Le marche come Nduranz seguono le ricerche più moderne e i loro prodotti, dedicati ad aumentare la resistenza degli atleti professionisti, avranno sicuramente un ruolo importante nel superare il limite di 50 km/h.

Nrgy Unit Drink Buffer - Nduranz - 1500 gNrgy Unit Drink Buffer - Nduranz - 1500 g
Nrgy Unit Drink Buffer - Nduranz - 500 gNrgy Unit Drink Buffer - Nduranz - 500 g
Beta Alanine - Nduranz - 200 g
Nrgy Unit Drink - Nduranz - 1500 gNrgy Unit Drink - Nduranz - 1500 g

Leggi anche:

Ti interessa il VO2 max? Scopri di più!

Quante calorie consumano i ciclisti professionisti durante le gare?