La rigenerazione dopo l'allenamento in bici

La rigenerazione dopo aver pedalato è importante anche in questi tempi incerti, e anche se essere costretti all'interno del proprio comune rende le cose ben poco interessanti. Quando da piccoli abbiamo cominciato a pedalare il concetto di rigenerazione non ci importava molto, ma già allora conoscevamo ogni angolo del nostro comune. La bici era principalmente un mezzo per andare lontano, specialmente quando a scuola saltavano le ultime due ore e i genitori non lo sapevano. Ed è rimasta sinonimo di libertà anche quando, anni dopo, la passione è ritornata.

La situazione è incerta, ma una cosa è sicura: continueremo a pedalare con passione, all'aperto o su Zwift. Per questo abbiamo raccolto varie domande sulla rigenerazione dopo la bici – ma anche dopo altre attività – e le abbiamo girate al dott. Tim Podlogar, chinesiologo, grande studioso, e ciclista.

Tim si occupa principalmente di atleti che gareggiano, e le gare cambiano completamente il concetto del ciclismo. La libertà va sacrificata a vantaggio di disciplina, routine, e rinunce. Ma una cosa è certa: più gareggiamo – contro noi stessi, contro i compagni di club, o nelle gare – più ritroviamo la libertà che avevamo da bambini durante le gare di quartiere, con il contachilometri a cavo e le ruote posteriori consumate. La rigenerazione dopo la bici spesso fa la differenza tra un primo e un quinto posto, perché si rischia di non riuscire ad allenarsi al massimo.

Rigenerazione per ciclisti

Figura 1: Lo Human Performance Center, il primo gruppo interdisciplinare Sloveno di esperti ed amanti dello sport che si attenga alla filosofia di base della ricerca scientifica: sperimentare, e poi verificare la teoria. Ma più che cercare nuove teorie, si dedicano principalmente a come rimediare ai punti deboli di chi fa gare, date le differenze fra atleta e atleta, con allenamento, riposo, dieta e altro.

Vista l'importanza dell'argomento della rigenerazione per i ciclisti, questa intervista sarà pubblicata in TRE PARTI. Facciamo inoltre notare che l'incontro è avvenuto via Skype. Nella prima parte gli abbiamo posto alcune domande frequenti tra i ciclisti, nella seconda ci siamo concentrati su come il corpo si adatta in seguito ad allenamenti e alimentazione, e nella terza approfondiamo il metabolismo del ciclista.

I ciclisti hanno più o meno accettato la necessità di usare bevande isotoniche. Ovviamente hanno cominciato ad usarle per via degli elettroliti (avevano letto o sentito parlare del magnesio, soprattutto). Ma ad un certo punto hanno capito che lo scopo della bevanda isotonica è molto simile a quello dei gel, della cioccolata, delle banane o delle mandorle – è cibo. È nutriente, perché durante l'allenamento non siamo in grado di mangiare abbastanza velocemente, ma dobbiamo comunque alimentarci. Senza carburante rimaniamo a secco. Molti, e specialmente chi punta al podio, ha scoperto il segreto del successo, e non è un gran mistero. Se manteniamo rigorosamente stabile la concentrazione di glucosio nel sangue, facciamo sapere ai nostri sensori di energia che va tutto bene e che le condizioni sono ottimali perché i muscoli ci diano dentro. Il sistema nervoso funziona normalmente e i muscoli rimangono in grado di spingere sui pedali – i muscoli lisci nelle pareti dei vasi sanguigni si adattano al massimo flusso di sangue (vasodilatazione), e gli ormoni dello stress sono nei limiti; tutto assieme questo permette di avere un battito cardiaco basso, e una pressione normale. E inoltre assumere almeno 90 g di carboidrati all'ora durante gli allenamenti più lunghi impedisce che i muscoli si deteriorino e migliora quindi il processo rigenerativo. Ne parleremo oggi col nostro ospite, che ha contribuito a sviluppare la bevanda isotonica Ndure e la bevanda rigenerante Reg-N.

Se il problema con le bevande isotoniche è che non si attinge a tutto il loro potenziale nutritivo, che quindi rimane nell'apparato digerente e vi causa problemi, il problema delle bevande rigeneranti sono le proteine – troppe o troppo poche. Un rapporto di 5 a 1 tra carboidrati e proteine di certo non è ottimale, perché finiremmo per consumare troppi carboidrati o troppe poche proteine.

Read more.