QUAL È IL CARBURANTE IDEALE PER I CICLISTI? | INTERVISTA CON IL DOTT. TIM PODLOGAR

Intervista con il fisiologo dello sport dott. Tim Podlogar sulla nuova bevanda isotonica, un prodotto della conoscenza slovena, e su molti miti diffusi tra i ciclisti

La storia delle bevande isotoniche è vecchia come il mondo, e benché sul mercato se ne trovino molte, ogni novità sembra apportare solo cambiamenti di cosmesi. La confezione a volte è più luccicante, a volte più bianca e “pulita”, e qua e là si aggiunge un ingrediente magico, come latte di cocco in polvere o cannella (sì, avete letto bene: un rispettato produttore aggiunge cannella alle sue bevande). Cambiano i gusti, cambiano i nomi, cinque aggettivi vengono aggiunti ai frutti – e ultimamente si evidenzia l'uso del magnesio e il suo ruolo nella prevenzione dei crampi. E infine, ovviamente, un grosso ruolo lo giocano il marketing e le facce famose. È interessante però notare che, nonostante tanta offerta, molti sportivi ancora non sono contenti della loro bevanda isotonica, e decidono quindi di usarla poco o per niente. Ma qual è la quantità sufficiente per un ciclista che sale il Vrsich o il Predil, che si fa la strada del Mangart e ha statistiche su Strava migliori di tutti i suoi compari?
Ovviamente sono un po' un fanatico rispetto all'alimentazione per gli atleti, e non dovrebbe sorprendere nessuno che a casa sia pieno di sacchetti di vari tipi di carboidrati – nessuno dei prodotti che si trovano sul mercato mi piace davvero, o meglio, nessuno è valido secondo le attuali nozioni di scienza dell'alimentazione. Anche solo per questo ho contribuito allo sviluppo di Ndure: cerco di risolvere un mio problema, e contestualmente aiuto anche gli altri...
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